Chi è Nancy Pupetta?

Un giorno di inizio inverno, mentre mi accingevo a dare il mangime a Nonna Milka e Tino Scheggia, sentii aldilà del muro che separa il mio terreno da quello del vicino uno strano verso.

Mi ricordava qualcosa ma non capivo cosa. Guardai nel giardino del vicino ma non vidi nulla.

Salutai le mie caprette e chiusi il cancello ma, ancora una volta, quello strano verso mi richiamò 

 al muretto del vicino.

Fu allora che capii, fu allora che la vidi e fu amore al primo sguardo.

Una piccola, deliziosa maialina rosa con le stesse macchie nere del defunto Mike, amatissimo maialino prematuramente scomparso. 

Si era accovacciata sotto il muretto, per quello prima non l’avevo vista, e grugniva guardandomi e sbattendo le lunga ciglia rosate. Eh già perché, per chi non lo sapesse, le maialine hanno lunghe e affascinanti ciglia!

Più la guardavo, più rivedevo il mio piccolo Mike. Continuava a guardarmi e a grugnire. Da quel giorno anche lei ebbe la sua dose quotidiana aggiuntiva di cibo e diventammo amiche. Attraverso la rete di cinta Tino Scheggia e Pupetta (la chiamai così), si annusavano e condividevano i grani di granturco, una bella amicizia dovuta probabilmente anche alla solitudine che accompagnava l’esistenza di Pupetta. 

La maialina viveva in un bellissimo prato ma era spesso sola. I padroni una volta al giorno le portavano da mangiare ma abitavano in città e quindi non era semplice passare il tempo con lei.

Pupetta continuava a trascorrere solitaria gran parte delle sue giornate correndomi incontro ogni volta che andavo a portar da mangiare alle caprette. Un muro ci divideva.

Mi offri di comprarla e scoppiò il finimondo. Il  padrone era convintissimo di tenerla e di amarla moltissimo ma purtroppo ormai le persone ho incominciato a capirle, soprattutto quando si tratta della loro empatia con gli animali.

Sapevo che non sarebbe durata.

Incominciai a spiegare le necessità della maialina a persone che non avevano la minima idea di come gestire un maiale perché c’è una legislazione inerente la detenzione dei maiali che si è fatta più restrittiva negli ultimi anni.

Portai granaglie e  fieno non perché non la nutrissero, Pupetta era sempre in gran forma, ma semplicemente per far capire che un maiale d’inverno soffre il freddo ed è soggetto alla polmonite mentre d’estate ha bisogno di pozze d’acqua per abbassare la temperatura corporea.

Pupetta continuava ad aspettarmi ogni giorno e a  corrermi incontro.

Era diventata il mio chiodo fisso.

Un mattino di primavera, mentre ero in viaggio verso Milano, suonò il cellulare.

Era il padrone di Pupetta. Non poteva più tenerla. Aveva troppi impegni di lavoro e quindi non poteva gestirla. Potevo mettermi d’accordo con suo padre ed andare a prenderla.

Restai senza parole.

Ora Nancy Pupetta è con me, nel mio mondo, ed è una meraviglia.

Una dolcissima maialina rosa che ha fatto amicizia con cani, capre, pecore ed asini. Come fosse sempre  vissuta con noi.

Rose, la pecora, si è innamorata di lei mentre Giuditta non vede l’ora di sfondare il recinto con la bava alla bocca.

Sapevo che con Giuditta sarebbe stata una convivenza difficile. Una cinta e una vietnamita difficilmente potranno convivere ma tante volte nel mio mondo sono successe cose strane e quindi aspetto fiduciosa.

Per ora faccio in modo che non si possano scontrare.

La dolcezza di Nancy Pupetta è disarmante, vive di coccole e grattini e mi conferma ancora una volta che il maiale si ama tutto intero!

  

Se ti è piaciuto, condividilo
error
fb-share-icon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *