La peste suina può essere un’opportunità di riflessione

La peste suina è una malattia virale che colpisce  esclusivamente maiali e cinghiali.Nella maggior parte dei casi è letale e non esiste vaccino.

Non è trasmissibile all’uomo e nemmeno agli altri animali, si diffonde per contatto tra suini e

 può essere veicolata dalla zecca.

In Italia in questo momento è presente in Liguria ma alcuni casi sono stati documentati anche nella vicina Slovenia.

Il problema di questa malattia è prevalentemente economico perché é prassi, per il contenimento del contagio, abbattere ogni suino esistente nel raggio di tot km da dove si ritrova un animale infetto. Questo ovviamente porta un danno enorme agli allevatori.

I suini vanno abbattuti senza distinguere se siano destinati al macello o siano ritenuti animali d’affezione per il semplice motivo che, per ora, il maiale è ritenuto un animale da reddito e non esiste un registro dove poterlo iscrivere come animale d’affezione.

Ogni maiale detenuto, sia che viva allo stato brado, in porcilaia o sul divano per la legge Italiana è esclusivamente un animale da carne e come tale deve essere denunciato all’azienda sanitaria,  iscritto negli appositi registri e punzonato con marca auricolare.

E’ evidente che, per chi detiene un maiale come animale d’affezione il fatto di doverlo sopprimere, anche se sano solo perché rientra in un raggio di territorio da “bonificare”, è assolutamente inaccettabile.

E allora, che fare?

Ho avuto la fortuna di aver  subito un controllo da parte degli addetti al benessere animale ed una gentilissima dottoressa mi ha spiegato che per non dover abbattere il maiale, in caso di rientro in zona allarmata per presenza della peste suina, bisogna dimostrare che il maiale in questione non può entrare in contato con cinghiali o altri suini estranei all’allevamento.

La doppia rete di contenimento in questo caso è l’unica che potrà salvare il nostro amato maiale che dovrà essere protetto dall’ambiente circostante da due reti elettrosaldate a maglia 10×10 poste  ad almeno 50 cm una dall’altra in modo che gli sia impossibile  appoggiare il muso su quella esterna dove potrebbe entrare in contatto con un animale infetto.

Sarebbe consigliabile anche richiedere all’azienda sanitaria di prendere atto che il nostro maiale non è destinato al macello.

Fatto questo non resta che sperare nella serietà e disponibilità dei controllori.

In Liguria gli animalisti sono riusciti a non far rientrare i maiali d’affezione nel programma di abbattimento.

Una gran bella cosa che sinceramente mi lascia fortemente perplessa.

Da animalista vegetariana mi chiedo per qual motivo la vita dei miei maiali debba essere considerata privilegiata rispetto a quella dei maiali di un allevamento.

E’ ovvio che quelli di un allevamento sarebbero morti comunque perché destinati al macello ma quello che mi chiedo è come si può combattere per salvare UN maiale ed accettare che gli altri vengano uccisi. Mi sembra una battaglia ipocrita.

O si riconosce la dignità ed il diritto alla vita di tutti o privilegiare solo alcuni equivale a fare un distinguo inaccettabile.

Il maialino Pippo che vive sul divano non è differente da ITSNN789 che vive in una gabbia. Semplicemente ci è comodo pensare che Pippo sia un animale speciale e che ITSNN789 diventerà un buon prosciutto.

Peccato che Pippo e ITSNN789 siano perfettamente uguali. La differenza  l’abbiamo creata noi decidendo che Pippo sarà nostro compagno di vita mentre ITSNN789 sarà il nostro cibo.

E’ anche ovvio che la possibilità per Pippo che vive in un ambiente famigliare di contrarre la peste suina è infinitamente minore a quella di ITSNN789 che vive in un allevamento intensivo a contatto con migliaia di altri maiali rinchiusi in spazi angusti, in condizioni di igiene precarie, ingrassati ed in attesa di macello. 

La peste suina è un grosso problema proprio perché esistono luoghi dove vivono tanti maiali come ITSNN789 che sono solo un codice destinato al macello mentre  noi ci commuoviamo a guardare Pippo che dorme sul divano.

E mentre noi lo guardiamo dormire tanti altri verranno uccisi in maniera preventiva ma tanto è tutto relativo.

Pippo dorme e nel frigo c’è un buon prosciutto che non ci mancherà mai perché anche se ITSNN789 verrà  ucciso e bruciato, il suo posto nell’allevamento verrà immediatamente occupato da ITSNN790.

C’ è voluto molto tempo per me per comprendere che gli animali non sono cibo ma compagni di vita.

Io non  pretendo che tutti possano capire o intraprendere la mia stessa strada ma quello che mi lascia basita è la differenza che riusciamo a fare nella “destinazione d’uso” degli animali eppure un cane  o un gatto non lo mangeremmo mai…

Meditate.

 

 

 

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