Topinambur, topino fortunato

Una mattina come tante altre.

Apro il recinto degli avicoli e mi accingo a liberarli dalle arche dove trascorrono la notte.

Uno sguardo alla super villa dei pulcini nuovi nati e vedo, sul tetto, un topino che mi guarda.

Ce ne sono tanti di topi nel bosco e spessissimo diventano cibo per i gatti.

 

Penso che se ne andrà, spaventato dalla mia presenza, invece no, resta lì, fermo a guardarmi.

Mi avvicino convinta di vederlo scattare fulmineo e saltare giù dal tetto.

Niente. Continua a guardarmi. Lo osservo da vicino: è scosso da tremiti, quasi delle convulsioni e sembra chiedermi aiuto.

Lo so. E’ un topo e la maggior parte delle persone vede in questo animale un essere immondo, portatore di malattie, sporco…e chi ne ha più ne metta.

Io  vedo una creatura bisognosa di aiuto. Vedo un essere vivente  che si fida di me. 

 

E così è iniziata la mia storia con Topinambur.

Ora se ne sta in una gabbia e non ha la minima voglia di tornare in libertà.

La veterinaria ha detto che probabilmente ha subito dei danni neurologici mangiando veleno.

In verità si è stupita che fosse ancora vivo.

Probabilmente è cieco per quello vive bene nella sua gabbietta e non ha la minima voglia di scappare.

D’altra parte ora è diventato una star, ha molti fans e mangia cose buonissime che i suoi adoratori mi portano.

Da topazzo del bosco inseguito dai gatti è diventato “Tobinambur, il re dei topi”.

Gli è andata bene, non so quanti danni il veleno abbia procurato ma per ora mangia, dorme, si lava il musetto con le sue piccolissime zampine, si dedica alla toletta quotidianamente. Ha già deciso cosa gradisce per pranzo e per cena.

Si è adattato molto bene.

Lunga vita al re. Lunga vita a Topinambur, il re dei topi.  

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