Le disavventure di Arturo

Le disavventure del piccolo Arturo, coniglietto a tre zampe, non erano finite.
Dopo una settimana di convivenza con la coniglietta Cinzia le cose incominciarono ad andar male.
Non per lui ma per la povera Cinzia che, ormai anziana, incominciava ad avere qualche acciacco.
Ogni tanto le si gonfiavano le guanciotte, le prime volte pensavo avesse la bocca piena di semini ma poi mi accorsi che non era così: al tatto sembrava avesse una pallina dura ai lati della bocca.
Altra corsa dal veterinario.


La dottoressa mi tranquillizzò e mi disse di lasciargliela, probabilmente avrebbe dovuto limarle un po’ i dentini e quindi era meglio che restasse in clinica una giornata. Il pomeriggio seguente sarei potuta andare a riprendermela.
Mi dispiaceva per Arturo che avrebbe dovuto passare la notte da solo ma, pensai, per una notte sarebbe sopravvissuto. Aggiunsi ancora un po’ di paglia nella sua gabbietta e gli promisi che il giorno dopo avrebbe rivisto la sua bella.
Promisi invano.

Il pomeriggio seguente, mentre mi accingevo ad andare a riprendere Cinzia, il telefono squillò e la veterinaria, con voce triste e tremante, mi disse che Cinzia non c’era più.
Una doccia gelata, restai senza parole.

Mi spiegò che quello che in apparenza sembrava un ascesso in verità era un tumore che aveva intaccato mascella e mandibola. Avevano tentato di operarla ma la situazione era disperata, avrebbero dovuto asportarle la mascella e la piccolina era morta durante l’operazione.
Ora dovevo spiegare ad Arturo che era rimasto nuovamente solo.
Come si spiega una cosa così ad un coniglio?

La dottoressa mi disse che non appena fosse arrivata un’altra coniglietta abbandonata in ambulatorio mi avrebbe chiamata.
Lo raccontai ad Arturo ma lui continuava a zampettare nel suo recinto e a cercare Cinzia nella casetta. Non aveva capito niente.
Dopo un paio di giorni una nuova coniglietta arrivò in ambulatorio e prontamente mi chiamarono per andarla a prendere.
Una rinuncia da parte dei proprietari. Bianca e nera come Cinzia, ma non era Cinzia.
I veterinari mi assicurarono che era buonissima e che potevo metterla senza problemi nel recinto con Arturo. Non ero proprio convintissima ma, come al solito, mi fidai dei miei dottori.

Arturo fu felicissimo di avere una nuova compagna, si rincorsero, si annusarono e tutto sembrava semplicemente splendido. La sera si coricarono insieme e io me ne ritornai a casa. Arturo aveva una nuova compagna.
Al mattino quando riaprii la gabbia trovai un’amara sorpresa: la coniglietta assassina aveva aperto la schiena di Arturo a morsi.
Altra corsa dal veterinario con la certezza che la bontà della coniglietta fosse solamente con patate e cipolla. Peccato che io sia vegetariana.
Una settimana di ricovero in clinica, un’altra cura a base di antibiotici ed Arturo ritornò bello come prima con la sua cicatrice che presto sarebbe stata ricoperta dalla pelliccia.

La veterinaria mi ha spiegato che probabilmente la coniglia voleva essere coperta da Arturo ma poiché lui era troppo giovane la signorina lo ha aggredito per vendicarsi del mancato accoppiamento.
La coniglia assassina ora si chiama Cony e vive da sola nel giardino di una mia amica.
Arturo vive felicemente nel suo recito in attesa dell’arrivo di una cavia che diventerà la sua nuova compagna: niente più conigliette per lui!

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